Parrocchia di Quercegrossa

Parrocchia di Quercegrossa
Castelnuovo Berardenga (SI)
Chiesa dei Santi Giacomo e Niccolò
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V DOMENICA DI PASQUA – Gv 14,1-12

Sia lodato Gesù Cristo!
Il brano del Vangelo che la Chiesa ci consegna oggi ci porta alla soglia del Dramma pasquale e al centro della domanda umana.
È infatti l’inizio dei capitoli 14-17 del Vangelo di san Giovanni, chiamati “Discorso dell’addio”. Gesù sta educando i Suoi a un nuovo modo di vivere, a un nuovo modo di pensare, di essere. Al modo più umano, più vero, di essere.
In fondo, che cosa è venuto a fare, in questo mondo?
È questa la domanda che loro continuamente dimenticano, che agli uomini del Suo tempo sfugge. E che sfugge agli uomini di ogni tempo.
Non è venuto per insegnarci ad essere più gentili, più solidali. Nemmeno – al limite – più fraterni e basta. Non è venuto perché san Francesco parlasse con gli uccelli (se mai l’ha fatto) e sant’Antonio ai pesci e a una mula. Non per dirci di essere ecologici, per quanto questo possa essere apprezzabile. Di sicuro non per suggerirci che Dio ha voluto una pluralità di religioni («Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» Gv 14, 6).
Allora perché è venuto? Perché ha scelto di patire, di morire, di restare «tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20)?
Perché non sopportava che colui che aveva chiamato amico, che la creatura che tanto amava, fosse schiava della morte, del ricatto della morte. È per questo che dà tutto Se stesso. L’uomo da solo può unicamente ribellarsi disperato sui Navigli o cedere a dittature più o meno rassicuranti ed accettate, ma sarà sempre desolatamente solo di fronte alla catastrofe mortifera. Il Dio della vita e dell’amore questo non lo può accettare e gli viene incontro: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore» (Gv 14, 1-2a). I Sacramenti sono la possibilità di innestarsi reale, carnale, efficace, in questa Vita potente che annienta la morte.
Ecco il nuovo modo di essere cui Gesù sta educando i Suoi: la libertà dall’ombra della morte, l’esistenza nella Sua Risurrezione. Il Battesimo e l’Eucarestia sono la possibilità di vivere nella Risurrezione di Cristo, senza il ricatto della morte, qui e ora.
La Sua venuta era stata annunciata proprio per questo: «Ci visiterà un sole che sorge dall'alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace» (Lc 1, 78-79). Lo shalom, la pace di Cristo Risorto non è la semplice assenza di conflitti, bensì è il «non sia turbato il vostro cuore» che chiediamo ad ogni Messa, quel turbamento che proviamo di fronte all’ombra della morte, del male, e dal quale solo Uno più forte ci può liberare.
«Venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”» (Gv 20,19). L’uomo che accoglie Cristo finalmente non è più solo. Nemmeno di fronte alla morte. E nessuno ha più potere su di lui. Gesù è venuto per rimanere con noi; e per portarci con Lui, per sempre.
«All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva» (Benedetto XVI, Deus Caritas est, 1)

Sia lodato Gesù Cristo!


don Alessandro


Parrocchia di Quercegrossa - Strada del Chianti Classico, 30 - Castelnuovo Berardenga (SI)   0577 43842
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