Parrocchia di Quercegrossa

Parrocchia di Quercegrossa
Castelnuovo Berardenga (SI)
Chiesa dei Santi Giacomo e Niccolò
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DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA – Gv 20, 19-31

Sia lodato Gesù Cristo!
I discepoli dentro il cenacolo sigillato avevano incontrato Gesù risorto, sapevano della Sua Risurrezione, ma la ritenevano come un evento che smentiva la Croce: era morto, sì, poi però era risorto. A loro non toccava altro che rimanere chiusi lì dentro, nella “comfort zone” della loro paura, aspettando che Lui facesse qualcosa perché fuori «era notte» (Gv 13, 30), «il potere delle tenebre» (Lc 22, 53); e loro quel buio lo tenevano fuori con le porte chiuse. Al limite, potevano fare qualche opera buona, un po’ di carità per accattivarsi la simpatia del mondo… La soluzione sarebbe arrivata, lo scandalo della Croce sarebbe stato cancellato, non dipendeva da loro: Lui avrebbe sistemato ogni cosa. Mentre ancora echeggiava l’orrendo, blasfemo «Non abbiamo altro re che Cesare» (Gv 19, 15).
San Tommaso chiede di vedere un nesso con sé: cosa c’entri con la sua paura quella vita nuova, il fatto che Cristo sia risorto. Ed ecco di nuovo Gesù, il vero Protagonista. Non gli mostra effetti speciali di potere, ma riparte dai segni della Sua Croce, del Suo amore. Si fa vedere, Si fa toccare.
Qualche anno fa, incontrando i giovani, Giovanni Paolo II indicava proprio nell’apostolo il maestro della fede: «[…] Tommaso, una figura enigmatica perché quando tutti hanno visto Gesù Risorto lui non l’ha visto e dice: io se non vedrò non crederò, se non toccherò non crederò. Noi conosciamo molto bene questa categoria, questo tipo di persone, anche di giovani. Questi empirici, affascinati dalle scienze nel senso stretto della parola, scienze naturali e sperimentali. Noi li conosciamo, sono tanti, e sono molto preziosi, perché questo voler toccare, voler vedere, tutto questo dice la serietà con cui si tratta la realtà, la conoscenza della realtà. E questi sono pronti, se una volta Gesù viene e si presenta loro, se mostra le sue ferite, le sue mani, il suo costato, allora sono pronti a dire: “Mio Signore e mio Dio!”. Penso che sono tanti i vostri amici, vostri coetanei, che hanno questa mentalità empirica, scientifica; ma se una volta potessero toccare Gesù da vicino – vedere il volto, toccare il volto di Cristo – se una volta potranno toccare Gesù, se lo vedranno in voi, diranno: “Mio Signore e mio Dio!”» (24 marzo 1994).
La Risurrezione non smentisce la Croce, ma la conferma come gesto totale e permanente di amore oblativo di Gesù per l’umanità, per me, per Tommaso. Ed è questo a toccare il suo cuore, a spalancarlo nel riconoscimento di Lui come il Cristo Re, Signore della storia e per l’eternità. Gesù aveva già trionfato. E san Tommaso doveva solo accogliere quella Croce vittoriosa.
Lui che era stato oppresso dal pensiero della morte (cfr Gv 11, 16), che ne percepiva il potere contagioso, ora ne contemplava la sconfitta, nelle piaghe del Risorto: vedeva che c’era altro. Vedeva l’Amico che l’attendeva oltre la soglia, che spezzava la grande schiavitù. Sapere che la morte è stata vinta è l’unica possibilità per l’uomo di essere libero. Diversamente il ricatto della morte ci rende sempre, continuamente, uomini (o società) schiave, controllate dal potere che – per quanto accettato – sarà sempre avversario.
Ed è per questo che la Chiesa spalancherà le porte del Cenacolo. Non solo per gesti di carità apprezzati da tutti, ma soprattutto per offrire nei Sacramenti la Sua misericordia («“A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati”» Gv 20, 23) e quel Corpo spezzato per amore che Si offre («“Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!”» Gv 20, 27) e che è il luogo in cui incontriamo realmente il Risorto in Corpo, Sangue, anima e divinità, come quella domenica Lo incontrò l’apostolo san Tommaso. Con lui anche noi Lo professiamo nostro Signore e nostro Dio e perché credendo abbiamo la vita nel Suo nome (cfr Gv 20, 31).
Sia lodato Gesù Cristo!

don Alessandro


Parrocchia di Quercegrossa - Strada del Chianti Classico, 30 - Castelnuovo Berardenga (SI)   0577 43842
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